Essere chiamati dai Carabinieri, dalla Polizia o da un altro organo di polizia per essere identificati può creare preoccupazione, soprattutto quando non si sa per quale motivo si è stati convocati.
La prima cosa da sapere è che ricevere un verbale di identificazione non significa automaticamente essere indagati.
La polizia può infatti identificare sia una persona nei cui confronti sono in corso indagini, sia altre persone che possono fornire informazioni utili.
Per questo è importante capire in quale veste si viene identificati.
Che cos’è il verbale di identificazione?
È il documento con cui la polizia giudiziaria accerta e registra le generalità di una persona.
Se nel verbale si legge che si è una “persona sottoposta alle indagini” o una “persona nei cui confronti vengono svolte le indagini”, significa che il procedimento riguarda anche la propria posizione.
Il verbale, però, non contiene una descrizione completa del fatto contestato né tutti gli elementi raccolti durante le indagini.
Se ricevo il verbale significa che sono indagato?
Non sempre.
Dipende da ciò che è scritto nel documento.
Se il verbale riguarda semplicemente una persona che può riferire circostanze utili, non significa che quella persona sia indagata.
Se invece viene espressamente indicato che si è sottoposti alle indagini, allora il verbale può essere uno dei primi atti con cui si viene a conoscenza dell’esistenza di un procedimento a proprio carico.
Perché mi chiedono il domicilio e i recapiti?
Quando il verbale riguarda una persona sottoposta alle indagini, possono essere richiesti il domicilio e i recapiti necessari per le notificazioni.
Questi dati devono essere mantenuti aggiornati, in modo da consentire la corretta notifica degli atti del procedimento.
Devo avere subito un avvocato?
La semplice identificazione non comporta necessariamente che nello stesso momento venga comunicato un difensore d’ufficio.
Le due cose possono avvenire anche in momenti diversi.
Se viene nominato un difensore d’ufficio, resta comunque possibile scegliere successivamente uno o due avvocati di fiducia.
Verbale di identificazione e avviso di garanzia sono la stessa cosa?
No.
Il verbale di identificazione serve principalmente a identificare la persona.
L’avviso di garanzia, tecnicamente informazione di garanzia, è invece un atto diverso. Viene comunicato quando deve essere compiuto un atto per il quale è prevista l’assistenza del difensore, ad esempio un interrogatorio, una perquisizione o un accertamento tecnico non ripetibile.
Contiene informazioni più precise sul fatto per cui si procede e sulle norme che si ritengono violate.
Per questo una persona può essere identificata come indagata senza ricevere nello stesso momento anche un avviso di garanzia.
Perché nel verbale non trovo spiegato bene il reato?
Perché il verbale di identificazione non serve a formulare una contestazione completa dell’accusa.
Può quindi capitare di capire di essere sottoposti a indagini senza conoscere ancora nel dettaglio il fatto per cui si procede.
Le informazioni più precise possono emergere da altri atti o diventare conoscibili in un momento successivo.
Posso rifiutarmi di farmi identificare?
No.
La persona deve fornire correttamente le proprie generalità. Se rifiuta di farlo o fornisce dati o documenti rispetto ai quali vi siano elementi per ritenerne la falsità, la polizia può accompagnarla nei propri uffici per procedere all’identificazione, nei limiti previsti dalla legge.
Se l’identificazione riguarda una persona sottoposta alle indagini, resta invece distinto il suo diritto di non rispondere alle domande sui fatti.
Cosa fare se dal verbale risulta che sono indagato?
La cosa più utile è verificare con attenzione quali informazioni contiene il documento e se insieme al verbale siano stati consegnati altri atti.
È poi possibile nominare uno o due avvocati di fiducia, che potranno valutare quali informazioni siano già acquisibili e quali iniziative sia opportuno assumere in quella fase.
Non sempre, all’inizio delle indagini, è già possibile conoscere tutto ciò che è contenuto nel fascicolo.
Conclusione
Il verbale di identificazione non significa sempre essere indagati.
Se però nel documento si viene indicati come persona sottoposta alle indagini, significa che esiste un procedimento che riguarda anche la propria posizione.
Il verbale non coincide con l’avviso di garanzia e non contiene necessariamente tutte le informazioni sull’accusa.
In questa situazione, far esaminare gli atti ricevuti a un avvocato consente di capire con maggiore precisione che cosa sta accadendo e quali passi sia opportuno compiere.


