Difesa penale nella crisi d’impresa e nei reati societari
La crisi di un’impresa può assumere rilievo penale quando, nella gestione della società o nelle fasi che precedono la liquidazione giudiziale, emergono condotte che incidono sul patrimonio, sulla contabilità o sulla posizione dei creditori. In questi procedimenti è spesso necessario ricostruire decisioni e operazioni compiute nel tempo, distinguendo le scelte imprenditoriali e gestionali dalle condotte che possono integrare un reato.
Accanto ai reati connessi alla crisi e all’insolvenza, assumono autonomo rilievo i reati societari, che possono riguardare la rappresentazione della situazione economica e patrimoniale della società, la gestione del patrimonio sociale o i rapporti con le autorità di vigilanza, anche indipendentemente da una situazione di dissesto.
L’esame della documentazione contabile e societaria, dei movimenti patrimoniali e delle operazioni compiute assume quindi un ruolo centrale per ricostruire i fatti e individuare le eventuali responsabilità.
Lo Studio interviene nei procedimenti relativi a:
Bancarotta fraudolenta
La bancarotta fraudolenta comprende diverse condotte che possono riguardare il patrimonio dell’impresa, la documentazione contabile o i rapporti con i creditori. Può assumere carattere patrimoniale quando beni o risorse dell’impresa vengono distratti, occultati, dissimulati, distrutti o dissipati; carattere documentale quando le scritture contabili vengono sottratte, distrutte, falsificate oppure tenute in modo da impedire la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari.
Una diversa ipotesi è la bancarotta preferenziale, che può configurarsi quando vengono effettuati pagamenti o simulati titoli di prelazione allo scopo di favorire alcuni creditori a danno degli altri.
Bancarotta semplice
La bancarotta semplice riguarda specifiche condotte nella gestione dell’impresa che, pur non presentando i caratteri propri della bancarotta fraudolenta, assumono rilevanza penale. Rientrano tra queste le operazioni di grave imprudenza compiute per ritardare l’apertura della liquidazione giudiziale, determinati comportamenti che abbiano aggravato il dissesto, nonché l’omessa o irregolare tenuta delle scritture contabili obbligatorie.
La distinzione rispetto alla bancarotta fraudolenta richiede quindi di valutare concretamente la natura della condotta, le modalità con cui è stata realizzata e, nei casi relativi alla contabilità, anche le ragioni e le circostanze dell’omessa o irregolare tenuta delle scritture.
Bancarotta impropria e responsabilità degli amministratori
Quando l’impresa è esercitata in forma societaria, i fatti di bancarotta possono riguardare le condotte di amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori. Si parla in questi casi di bancarotta impropria, per distinguerla dalla bancarotta dell’imprenditore individuale.
La responsabilità può derivare dalle condotte già previste per la bancarotta fraudolenta, ma anche da operazioni dolose che abbiano causato il dissesto della società o dalla commissione di determinati reati societari che abbiano contribuito a provocarlo o ad aggravarlo.
Per accertare le eventuali responsabilità è quindi necessario ricostruire il ruolo effettivamente svolto dai diversi soggetti nella gestione della società, le decisioni assunte e le operazioni compiute in relazione al dissesto.
False comunicazioni sociali (Falso in bilancio)
Il reato di false comunicazioni sociali, comunemente indicato come falso in bilancio, può riguardare bilanci, relazioni e altre comunicazioni sociali previste dalla legge e rivolte ai soci o al pubblico. Assume rilievo quando vengono consapevolmente rappresentati fatti materiali rilevanti non corrispondenti al vero oppure vengono omessi fatti rilevanti che la legge impone di comunicare. La condotta deve essere concretamente idonea a indurre in errore i destinatari ed essere finalizzata a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto. Anche le valutazioni contenute nei documenti contabili possono assumere rilievo quando non rispettano i criteri che ne disciplinano la corretta formazione.
Infedeltà patrimoniale
L’infedeltà patrimoniale può configurarsi quando amministratori, direttori generali o liquidatori, trovandosi in una situazione di conflitto con gli interessi della società, dispongono dei beni sociali per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o un diverso vantaggio, causando intenzionalmente un danno al patrimonio della società. La valutazione richiede di ricostruire concretamente l’operazione compiuta, l’interesse perseguito e le conseguenze prodotte sul patrimonio sociale. Particolare attenzione è necessaria nelle operazioni tra società appartenenti allo stesso gruppo, nelle quali assumono rilievo anche i vantaggi già conseguiti o fondatamente prevedibili derivanti dal collegamento o dall’appartenenza al gruppo.
Strumenti di tutela
- Esame degli atti del procedimento e ricostruzione delle operazioni societarie e patrimoniali oggetto di contestazione
- analisi di bilanci, scritture contabili, documentazione bancaria e societaria, anche per ricostruire l’andamento economico e finanziario dell’impresa e le cause del dissesto
- verifica del ruolo concretamente svolto dai diversi soggetti nella gestione della società, delle deleghe ricevute e dei poteri effettivamente esercitati
- assistenza nella fase delle indagini preliminari e nel corso del procedimento, con predisposizione di memorie, richieste e attività difensive
- svolgimento, ove necessario, di indagini difensive e acquisizione della documentazione utile alla ricostruzione delle vicende societarie
- ricorso a consulenti tecnici con competenze contabili e societarie, quando la complessità delle operazioni o della documentazione richieda una valutazione specialistica
- assistenza nella costituzione di parte civile per i reati connessi alla crisi d’impresa e all’insolvenza, anche nell’interesse della curatela, e nella richiesta di risarcimento dei danni derivanti dal reato
Come lavoriamo
Primo contatto con lo Studio
Il primo contatto consente di comprendere la natura della richiesta e di concordare, quando necessario, un appuntamento presso lo Studio.
Analisi del caso
Nel corso dell’appuntamento lo Studio approfondisce la situazione, esamina la documentazione disponibile e illustra le possibili strategie, le prospettive e le eventuali criticità del caso.
Chiarezza sui costi
Prima della nomina, vengono illustrati con chiarezza i costi dell’assistenza legale e predisposto un preventivo. Quando ne ricorrono i presupposti, viene garantito l’accesso al patrocinio a spese dello Stato.
Nomina e definizione della strategia
Formalizzata la nomina, lo Studio definisce con il cliente la strategia più adeguata al caso e avvia l’attività di assistenza e difesa, mantenendo un confronto costante sull’evoluzione del procedimento.
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