Ricevere un decreto penale di condanna può lasciare parecchi dubbi, soprattutto se fino a quel momento non si è mai stati convocati davanti a un giudice. Si legge la parola “condanna” e le domande vengono subito: che cos’è questo provvedimento? Perché mi è arrivato senza che prima sia successo nulla? Posso ancora fare qualcosa oppure è già tutto deciso?

Prima di capire se conviene pagare o proporre opposizione, è quindi utile partire dall’inizio e vedere che cos’è il decreto penale di condanna e come funziona.

Che cos’è il decreto penale di condanna

Il procedimento per decreto è un rito speciale che consente di definire un procedimento penale in modo più rapido, senza celebrare preventivamente un’udienza.

Il pubblico ministero può chiedere al giudice per le indagini preliminari l’emissione del decreto quando ritiene che, per il reato contestato, debba essere applicata soltanto una pena pecuniaria, anche quando questa viene applicata in sostituzione di una pena detentiva.

Non si tratta quindi di un procedimento riservato ai soli reati puniti direttamente con una multa o un’ammenda. Il decreto penale può essere emesso anche quando il reato prevede una pena detentiva, se nel caso concreto questa può essere sostituita con una pena pecuniaria.

È una situazione che si incontra frequentemente, ad esempio, in alcuni reati previsti dal Codice della strada. In questi casi il reato può prevedere anche una pena detentiva, ma nel decreto penale questa può essere sostituita, quando ne ricorrono i presupposti, con una pena pecuniaria.

Il decreto viene emesso sulla base degli atti trasmessi dal pubblico ministero senza che vi sia stato prima un contraddittorio con l’imputato. Per questo può capitare di ricevere direttamente un provvedimento che contiene una condanna pur non essendo mai comparsi davanti al giudice.

Che cosa comporta il decreto penale di condanna

Proprio perché il procedimento viene definito in questa forma semplificata, la legge prevede un trattamento più favorevole sotto diversi profili.

Il pubblico ministero può chiedere l’applicazione di una pena diminuita sino alla metà rispetto al minimo previsto dalla legge.

Il decreto penale, inoltre, non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento né l’applicazione di pene accessorie. Questo non esclude, però, eventuali sanzioni amministrative accessorie previste per il singolo reato: nei procedimenti relativi al Codice della strada, ad esempio, può assumere rilievo la sospensione della patente.

La legge prevede poi un’ulteriore agevolazione: entro 15 giorni dalla notificazione è possibile pagare la pena pecuniaria ridotta di un quinto, scegliendo di accettare il decreto e rinunciando all’opposizione. La diminuzione fino alla metà riguarda la pena che può essere richiesta dal pubblico ministero nel procedimento per decreto; la riduzione di un quinto riguarda invece il successivo pagamento del decreto nei termini previsti dalla legge.

Infine, il decreto ha una disciplina favorevole anche quanto all’estinzione del reato, della quale parleremo più avanti.

Che cosa si può fare quando si riceve il decreto penale

Una volta notificato il decreto, occorre capire quale strada seguire.

Si può accettare questa forma di definizione del procedimento: in questo caso il decreto è destinato a diventare definitivo e, come abbiamo visto, è possibile pagare la pena pecuniaria ridotta di un quinto entro 15 giorni, rinunciando all’opposizione.

L’altra possibilità è proporre opposizione al decreto penale, facendo proseguire il procedimento secondo una delle forme previste dal codice.

La scelta, però, non dovrebbe essere fatta soltanto in base all’importo indicato nel decreto, valutando semplicemente se la somma da pagare sia più o meno contenuta. Occorre invece una valutazione tecnica della posizione.

Prima di pagare o di rinunciare alla possibilità di contestare il provvedimento, può quindi essere importante rivolgersi a un difensore, che possa acquisire e valutare gli atti del fascicolo. Solo dopo averli esaminati è possibile capire non soltanto se vi siano elementi per mettere in discussione l’accusa, ma anche se esistano modalità alternative di definizione del procedimento che, nel caso concreto, possano risultare più favorevoli rispetto al decreto penale.

È inoltre prevista la possibilità di non proporre opposizione e, quando con il decreto penale è stata irrogata una pena pecuniaria in sostituzione di una pena detentiva, di chiedere che quest’ultima sia sostituita con il lavoro di pubblica utilità. La richiesta deve essere presentata entro 15 giorni dalla notificazione del decreto. Questa possibilità può assumere particolare rilievo anche nei procedimenti relativi ad alcuni reati del Codice della strada; nella guida in stato di ebbrezza, ad esempio, è prevista una specifica disciplina del lavoro di pubblica utilità.

Che cos’è l’opposizione al decreto penale di condanna

Chi non intende accettare il decreto penale può proporre opposizione. In questo modo impedisce che il decreto diventi definitivo e fa proseguire il procedimento secondo una delle modalità previste dal codice.

L’opposizione, quindi, non consiste semplicemente nel chiedere al giudice di rivedere o ridurre la pena già applicata. Serve invece ad aprire una fase successiva del procedimento, nella quale l’imputato può far valere le proprie ragioni e scegliere, quando ne ricorrono i presupposti, la modalità processuale più adatta al caso concreto.

Con l’atto di opposizione possono essere richiesti, a seconda dei casi, il giudizio immediato, il giudizio abbreviato, il patteggiamento, l’oblazione oppure la sospensione del procedimento con messa alla prova.

La scelta deve essere fatta con attenzione già in questa fase, perché alcune di queste richieste devono essere formulate proprio con l’opposizione e non possono essere rinviate liberamente a un momento successivo.

Entro quanto tempo si può fare opposizione

L’opposizione deve essere proposta entro 15 giorni dalla notificazione del decreto penale di condanna. È un termine breve, soprattutto quando prima di decidere è necessario acquisire gli atti del procedimento e valutare quale strada sia più conveniente nel caso concreto.

Per questo è importante controllare subito la data della notificazione e rivolgersi tempestivamente a un difensore. Se l’opposizione non viene presentata nei termini, il decreto viene posto in esecuzione e diventa irrevocabile.

Quando può convenire fare opposizione

Non esiste una risposta valida in generale: la convenienza dell’opposizione va valutata sulla base degli atti e della situazione concreta.

Può essere opportuno opporsi quando dall’esame del fascicolo emergono elementi per contestare la responsabilità dell’imputato, la qualificazione giuridica del fatto, la presenza di eventuali circostanze aggravanti oppure la pena applicata.

L’opposizione può però avere una diversa utilità anche quando non si punta necessariamente a contestare integralmente l’accusa, ma si ritiene più favorevole una differente modalità di definizione del procedimento.

La valutazione deve tenere conto anche dei rischi della scelta. La pena indicata nel decreto penale, infatti, non costituisce un limite per il giudice della fase successiva: a seguito dell’opposizione può essere applicata anche una pena diversa e più grave.

Per decidere se opporsi occorre quindi mettere a confronto, nel caso concreto, gli elementi difensivi che emergono dagli atti, gli effetti della condanna e le alternative processuali disponibili. È per questo che l’opposizione non dovrebbe essere proposta in modo automatico, ma neppure esclusa soltanto perché la pena pecuniaria indicata nel decreto appare contenuta.

Cosa succede se non si fa opposizione

Se l’opposizione non viene proposta entro 15 giorni dalla notificazione, il decreto penale diventa irrevocabile e la condanna deve essere eseguita.

Entro lo stesso termine è possibile rinunciare all’opposizione e pagare la pena pecuniaria ridotta di un quinto. Se non si effettua il pagamento entro i 15 giorni, si perde questa specifica agevolazione e resta dovuto l’importo della pena pecuniaria nella misura intera.

Se la pena non è stata pagata e il decreto è ormai irrevocabile, il pubblico ministero emette un ordine di esecuzione con il quale ingiunge al condannato di provvedere al pagamento entro 90 giorni dalla notificazione dell’ordine.

Il decreto penale rimane come precedente?

Il decreto penale, una volta divenuto irrevocabile, è una vera e propria condanna e rimane iscritto nel casellario giudiziale.

Occorre però distinguere tra l’iscrizione della condanna e ciò che compare nel certificato richiesto dall’interessato. Il decreto penale rimane conoscibile dall’autorità giudiziaria, ma non compare nel certificato del casellario giudiziale richiesto direttamente dall’interessato, che può essere utilizzato anche per alcune esigenze lavorative.

Se la pena pecuniaria è stata pagata e, nel termine di cinque anni quando il decreto riguarda un delitto o di due anni quando riguarda una contravvenzione, il condannato non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole, il reato si estingue e vengono meno gli effetti penali della condanna.

Una volta maturati questi presupposti, è possibile ottenere la dichiarazione di estinzione del reato presentando apposita istanza al giudice dell’esecuzione.

Cosa fare quando si riceve un decreto penale di condanna

La prima cosa da fare è controllare la data della notificazione, perché da quel momento decorrono i 15 giorni per decidere quale strada seguire.

È poi opportuno rivolgersi rapidamente a un difensore, consegnandogli il decreto e la documentazione ricevuta. Il difensore potrà verificare il reato contestato, la pena applicata, gli effetti della condanna e, soprattutto, acquisire gli atti del fascicolo per capire su quali elementi si è fondata la richiesta del pubblico ministero.

Solo dopo questo esame è possibile valutare in modo concreto se vi siano ragioni per contestare il decreto oppure se sia preferibile mantenerne i benefici o scegliere una diversa modalità di definizione del procedimento.

Domande frequenti

Il decreto penale di condanna è una vera condanna?

Sì. Anche se viene emesso con un procedimento semplificato e senza un precedente contraddittorio con l’imputato, il decreto penale è un provvedimento di condanna. Se non viene proposta opposizione nei termini, diventa irrevocabile.

Quanto tempo ho per fare opposizione?

L’opposizione deve essere proposta entro 15 giorni dalla notificazione del decreto penale. Proprio perché il termine è breve, è opportuno rivolgersi subito a un difensore per valutare gli atti e le possibili alternative.

Se faccio opposizione la pena può aumentare?

Sì. Il giudice della fase successiva non è vincolato alla pena applicata con il decreto e può applicare anche una pena diversa e più grave. Per questo l’opposizione va valutata sulla base del caso concreto e degli atti del fascicolo.

Posso chiedere un rito diverso con l’opposizione?

Sì. A seconda del caso, con l’opposizione possono essere richiesti il giudizio abbreviato, il patteggiamento, l’oblazione, la sospensione del procedimento con messa alla prova oppure il giudizio immediato. Alcune di queste scelte devono essere effettuate proprio al momento dell’opposizione.

Il decreto penale compare nel casellario richiesto dall’interessato?

No. Il decreto rimane una condanna iscritta nel casellario giudiziale, ma non compare nel certificato richiesto direttamente dall’interessato. Rimane invece conoscibile dall’autorità giudiziaria.

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